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di: Rolando Zucchini
aprile 2011
Qui si narra la leggenda del Regolo: un immenso serpente (15 metri di lunghezza, 1 tonnellata di peso, un millennio e oltre di vita), che pare sia stato avvistato in Umbria durante la seconda guerra mondiale. La leggenda è strettamente legata alla vita di Adelmo: un partigiano della 4^ Brigata Garibaldi operante in Umbria tra la Valtopina e la valle del Chienti.
Il romanzo trae spunto dal suo immaginario diario e da misteriose morti e scomparse di individui in fuga dal mondo rimaste senza una spiegazione. Sarà Dario Morganti, un venditore ambulante di libri e di stampe antiche ai mercatini dell’antiquariato a svelare il mistero che in esse si nasconde. Il Regolo (“piccolo re”), a quanto narra la leggenda, è in grado d’incantare le persone e di rinsavire i pazzi, operando una sorta di separazione tra il corpo e la mente. Pare che un simile rettile sia presente, da secoli, nella tradizione popolare cinese.
Dentro l’urna e su Marte.
Il corpo e la mente separati per sempre.
Chissà se un giorno si ricongiungeranno.
Non m’importa.
Tutto andrà come deve andare.
Penserò al corpo quando sarò su Marte.
(dal diario di Adelmo, 8 agosto 1957 giovedì)