Franca Calzavacca (2006)

Gesti di giugno
La personalità di Rolando Zucchini è presupposto fondamentale per l’interpretazione della sua pittura giunta ad una gestualità essenziale e fortemente emotiva.


Sono i suoi gesti di giugno liberamente determinati ad avvicinarci ulteriormente all’impegno mentale dell’autore in relazione all’aspetto visivo dell’opera che ne scaturisce, indicazione da lui stesso suggerita sul legame fra arte ed armonia matematica: i numeri primi con le loro capacità strumentali e, perché no?, i frattali, le composizioni siderali, i movimenti della musica con la loro grafica interpretativa. I fogli che ha raccolto sul tema dell’osservazione immediata, quasi automatica, di un segno in realtà mai lasciato ad una mera interpretazione, si sono accumulati in una raccolta preziosa, utile a convalidare le forti capacità espressive del pittore che coinvolge in una sua logica sotterranea le spinte aggressive dell’invenzione. I frammenti colorati del discorso artistico che egli compone non sono apparenze fenomeniche, incongrue o precarie, ma un inventario concettuale che si sviluppa felicemente nell’immediatezza del segno elementare, nel guizzo della fantasia e dell’illusionismo estetico. Certamente l’artista si è posto il problema del rapporto fra il concetto matematico ed i suoi equivalenti temporali che diventano sistemi visuali. L’escursione negli spazi delle scienze cosiddette esatte rappresenta una fase del suo lavoro dove il progetto combinatorio fra il pensiero razionale e l’espressione artistica si spinge alle estreme conseguenze. Il processo creativo che ne consegue si concretizza immediatamente in gesti di grande fascino, in una simbiosi fra l’interiorità che sollecita all’immagine e l’interpretazione della stessa da parte dell’autore. L’atto iniziale stabilisce il tracciato estetico liberando impulsi profondi. L’esposizione linguistica del piacere creativo che lo anima in questo percorso poetico e comunicativo assume carattere referenziale e si abbandona ad una libertà superiore dove anche il tempo chiede un suo coinvolgimento, l’equivalenza a cui abbiamo prima accennato. Infatti nei gesti immediati dell’artista a contatto col foglio dove si sono materializzati e storicizzati è insita una scansione temporale da cui non si può prescindere. Fluido per eccellenza, il tempo si insinua in ogni nostra azione e precipita come essenza d’astrazione nel momento stesso in cui cerchiamo di fissarlo in qualche modo. Rolando Zucchini ne ha colto l’istante nella rapidità del discorso creativo, nello sviluppo spaziale dei suoi gesti immediati. Questi sono i principali strumenti di cui l’artista si è servito nel suo avvicinamento verso un obiettivo estetico esplicato in segnali cromatici dove la sua identità è unica traccia. Ed il trasferimento sul foglio è dato dal tempo dove memorie ed emozioni trovano una loro unione ideale per la realizzazione del modello finale.