| Recensioni |
Gesti di giugno
C'è un mondo che se ne sta chiuso in cartelle di fogli di carta,
tu le apri ed ecco che foglie essiccate in un erbario riprendono linfa
e fanno capriole nell'aria,
cieli rubati all'infanzia diventano attuali
e veramente celesti,
e le rose ricominciano a profumare…
E’ un mondo guardato non con gli occhi ma con l'istinto,
trasferito sulla carta nel modo più veloce possibile,
quasi a temere di inquinarlo interpretandolo.
Paura di sciupare la fresca verginità che solo le cose nate dal caso possono avere.
Paesaggi fulminei come i lampi,
scintille fatte scaturire da un raggio di sole
che colpisce una scheggia di vetro sperduta tra l'erba.
Dal verde dei boschi dell'Umbria,
al verde dei prati dell'Umbria,
passando attraverso casuali colori di rosa, blu, rosso, viola …
senza sapere
e
senza chiedersi
se sono alba o tramonto.
Sono momenti…
tutti li abbiamo vissuti
ma quasi tutti li abbiamo accantonati nella memoria
... adesso sulla carta li riconosciamo
riprovando il piacere della prima volta.
Sono colori giusti,
mescolati in un modo che non ti da il tempo di dire "ecco"
che già devi dire "è stato"…
Un gesto che è già passato nel momento in cui viene compiuto.
Forse paesaggi rubati al finestrino di un treno che corre.
Forse improvvise apparizioni appannate dalla nebbia.
Forse un fungo che cresce e appassisce in una notte.
Forse il po' di umido rimasto su una foglia
dopo che il sole ha asciugato l'acquazzone improvviso.
Forse l'ala di un uccello con le piume sporche di colore
che riprende il volo dopo aver toccato la carta.
La sensazione di qualche cosa che è rimasto…
in modo indelebile…