Storia dell'Arte Italiana del '900
Rolando Zucchini
Generazione anni quaranta Tomo II
di
Giorgio Di Genova
Rolando Zucchini tiene la sua prima personale nel 1980, anno in cui, da matematico (149), aveva ricondotto le libere efflorescenze materiche a fasce ortogonali (150), che, una volta scioltesi, negli anni successivi si distenderanno singole in diagonale (Senza titolo, 1983) o centralmente (Striscia di mare, 1986), ma con ai lati aguzzi triangolini, già comparsi in dipinti precedenti attorno a binomi di materiche morfologie trapezoidali (Senza titolo, Lembi di mare e scogli, 1984). La banda, poi, si fa serpentina (Grande onda desiderosa, 1986; Diagonale, 1987), divenendo un leit-motiv anche nelle opere a dittico (Verticale ondulata con ST, Orizzontale con ST, Verticalmente con ST, 1987 (151); Verticale ondulata con ST,1987-88), in cui vengono inseriti lignei tasselli o piccoli quadrati dipinti (gli ST citati nei titoli), e nelle coppie di rombi di colore diverso, sempre con inserti similari uniti ora verticalmente (Diagonale con ST, 1987), ora in diagonale a toni gialli (Diagonale con ST, 1988) con un coevo omonimo contraltare in toni scuri. Sul finire degli anni ottanta, Zucchini associa pitture primarie a monocromi, "dove il colore vive in profondità, nella memoria e nella sedimentazione del tempo", per riprendere le sue parole. Quindi nel 1992, per un ritorno della ratio matematica rivolta alla geometria, l'opera di fa sagomata a triangolo dipinto di bianco, ma con gli angoli smussati, accogliendo in seno ora l'inserto di un triangolino bianco (ST), ora biglie di vetro colorato disseminate sopra un dripping in cementite acroma (Pensiero C) (152). Il ciclo dei Pensieri Cosmici prosegue fini al 1997 e costituisce una significativa parentesi nella pittura neoinformale, parentesi oggettuale in prevalenza costituita da installazioni e opere ambientali polimateriche, che, oltre al legno e alle biglie di vetro colorato contemplano l'utilizzo di damigiane, pietre, onduline, mensole, ferro ed elementi prefabbricati in cemento, tra cui quella prevalentemente bianca, se si eccettuano le biglie di vetro, realizzata con un parallelepipedo in legno, ondulina e busto in marmo posto su uno sgabello nel '96, a Palazzo della Penna, Museo d'Arte Contemporanea di Perugia. Il ritorno alla pittura nel 1997-98 è all'insegna del Maremio, mare che subito viene compresso in stecche o quadrati lignei applicati su superfici monocrome (Orizzontale, Quadrato, 1999) ed in variati recuperi del passato (153).
Note:
(149) Laureatosi presso l'Università di Perugia, dal '73 ha iniziato ad insegnare matematica.
(150) Infatti il Senza titolo del 1980, dove i bassorilievi di due bande s'incrociano, veniva dopo alcuni lavori della fine anni Settanta, nella fattispecie gli oli, cementite e vinavil su tela (Massa, 1977; Massa con buchi gialli, Massa con buchi rossi, 1978), in cui le escrescenze materiche di distendevano orizzontalmente sulla superficie a mò di geologici rilievi di tenui e delicati colori, costellati da fori, per lo più simili a quelli lasciati da bolle scoppiate, come fossero isole collegate da un ombelico, che prima di farsi fascia, aveva subito una sorta di impazzimento nel dripping di Senza titolo del 1979. Lo stesso Zucchini in Pitture, un foglio inviatomi, così riferisce al proposito: "Le mie prime pitture risalgono alla fine degli anni settanta. In questo periodo uso cementite colorata con olio che spando sulla tela affidandomi al gesto, al caso, all'imprevisto, bucherellando la massa pittorica con il retro dei pennelli".
(151) Quest'ultimo esposto nella mostra ASTRATTA, già considerata nel capitolo XII.
(152) L'opera fa parte del ciclo Pensieri Cosmici (la rimanda all'aggettivo), che viene dopo "le pitture... a brandelli di tela racchiusi da listelli in ferro fissati con viti su tavole sagomate di legno", per riprendere le parole dell'artista. (153) Infatti nel ciclo Migrazioni (2000-02) ricompare la serpentina policroma che si inoltra in opere a due o tre elementi diversamente accostati, a differenza della serie del 2004 Diagonali in cui la "corda" policroma attraversa a zig-zag le 4 tavolette di cm 30x30 accostate a sequenza
Orizzontale 1999 60x 50 cm
Diagonale con ST 1987 60x60cm + 60x60cm