Dicembre 2009 - N° 84

Trenta anni di attività pittorica
Ernesto Terlizzi
La geografia degli approdi

Alla galleria Pagea Arte Contemporanea di Angri (SA), domenica 22 novembre, in concomitanza con il suo 60° compleanno, si è inaugurata la mostra di Ernesto Terlizzi, che ha per titolo: La geografia degli approdi. La mostra presenta sessanta opere realizzate in un arco trentennale di sperimentazione visiva. Quasi una sorta di viaggio suggestivo attraverso le materie della natura che da sempre hanno sobillato la curiosità dell’artista.

Ecco di seguito il testo critico di Erminia Pellecchia nel catalogo che accompagna la mostra:

1979-2009: trent’anni di attività pittorica, una ricerca continua che oggi, alla soglia dei sessant’anni, trova la sua maturità nel ritorno alle origini; Terlizzi, infatti, abdica alla turbolenza del colore e all’eloquenza della materia che lo ha accompagnato negli ultimi decenni, per dare maggior vigore, nella rude semplicità del contrasto tra bianco-nero. Nella geografia degli approdi che l’artista di Angri, in questi trenta, intensi anni, ha inseguito e tracciato dalle proposte post-informali ed oggettuali, all’astrazione lirica ed al naturalismo astratto polimaterico. Così i bianchi e i neri del ’79 si nutrono negli anni Ottanta di stucchi e di catrami addolciti dalla morbidezza del pastello; la carta ed il cartone poi negli anni Novanta, cedono all’alchimia arcaica e povera della juta, della carta vetrata e delle garze. Verso la fine del secondo millennio Terlizzi sperimenta il senso tattile del legno e della pietra che innesta su impaginati geometrici di estremo rigore plastico. Una continua ricerca che affonda sempre più nelle radici della sua terra agro-vesuviana magica e contraddittoria. Graffia, scortica, scarnifica, lacera, penetra sotto la pelle del quadro giocando con il colore, con il magma denso e pastoso con cui trasfigura tutto da pittore. Negli ultimissimi sondaggi, infine, l’artista inizia a lavorare per sottrazione e riduzione dei materiali, fuggendo il peso cromatico che lo ha marcato negli anni. Anela al minimale attraverso il ritorno al bianco e nero che non ha mai abbandonato del tutto. Un bianco e nero che ora ritorno con prepotenza ed eleganza, trasformando tra liberi strappi e segni la luce in ombra, come riflesso di un malessere che permea il vivere dei nostri giorni.

Ai sessanta lavori di piccolo formato che compongono la mostra si affiancano cinque opere di grandi dimensioni su alcuni dei momenti più significativi di questo percorso. La mostra resterà aperta fino al 6 gennaio 2010.

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Alberto Casiraghy

pulcino-elefanteSi è inaugurata venerdì 13 novembre 2009 a Roma, presso il LAVATOIO CONTUMACIALE di Piazza Perin del Vaga, la mostra di Arte Contemporanea:  Alberto Casiraghy, gli Amici e Roma, promossa  dall’Associazione Culturale Lavatoio Contumaciale diretta da Tomaso Binga . La mostra è realizzata in   collaborazione con la Fondazione Luigi Faccioli di Roma, la Casa Editrice Pulcinoelefante di Osnago, lo Studio Soligo di Roma,  l’Associazione Culturale Casa Arte Scuola Civica di Musica  di Latina, e gode del Patrocinio della Regione Lazio, Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport, della Fondazione Filiberto Menna di Salerno e dell’ Associazione Italo Slovacca per la Promozione della Cultura e del Turismo di Roma. Curatori della mostra sono Bianca Menna, Raffaella Soligo, Leonardo Faccioli , Lubica Salvatova Baiocchi e Massimo Pompeo.
La mostra vuole essere un omaggio alla straordinaria figura di Alberto Casiraghy: artista, editore e poeta e soprattutto persona fattiva e generosa. Attraverso la sua Casa Editrice  Pulcinoelefante, attiva dal 1982, ci ha donato circa ottomila libri di piccolo formato, tutti stampati con il suo torchio tipografico “Nebbiolo” con caratteri in piombo e rigorosamente rilegati a mano. La sua Bottega è la casa dove vive nella quale stampa, illustra e assembla le sue opere e dove artisti e poeti da tutto il mondo s’incontrano per dar vita ai suoi libri.
Per lui l’amico Vanni Scheiwiller coniò la definizione “Il panettiere degli editori”, l’unico che stampava in giornata. Ogni libro è un’opera unica, ogni edizione è illustrata da un’incisione, da un dipinto, da una grafica originale che la tiratura, quasi sempre di trenta copie, rende ancora più preziosa.
Alberto Casiraghy vive a Osnago, in provincia di Lecco, in una casa che nel tempo si è trasformata in un luogo quasi fiabesco dove, quando la sua attività editoriale glielo consente, si dedica alla musica e al suo violino. In questa mostra vengono esposti alcuni preziosi libri della casa Editrice Pulcinoelefante presentati dall’Editore.
Tanti gli artisti che hanno reso omaggio alla sua figura.