Febbraio 2009 - N° 74

Al Museo Della Carale Accattino di Ivrea
LA LIBERTA’ NELL’ARTE
Artisti ed intellettuali per una mostra ed un seminario

museo-accattino
Dal 6 al 8 febbraio al MCA: Museo della Carale Accattino di Ivrea (TO) s’incontrano artisti verbovisuali e intellettuali per un seminario e una mostra dedicati al tema: La libertà nell’arte. Il tema è già stato sicuramente affrontato e discusso in molte occasioni, ma è tutt’altro che esaurito. In questo seminario particolarmente interessante promette di essere l’interpretazione che ne daranno gli intellettuali, tra gli altri, di area libertaria. Ancora una volta l’obiettivo che gli organizzatori si danno è quello di favorire nuove collaborazioni e nuovi incontri tra i partecipanti, insieme con l’acquisizione di prospettive utili per il percorso artistico di ciascuno. La mostra si compone di una sezione dedicata al lavoro di Martino Oberto e di una sezione di opere appositamente create dagli artisti. L’evento vede la partecipazione di oltre 60 artisti verbovisuali e 20 studiosi che si sono occupati del tema da diverse angolature.
In un tempo successivo verrà pubblicato un quaderno con gli interventi e le relazioni presentate nel corso del seminario, con le immagini delle opere esposte e la documentazione fotografica dei momenti di incontro.
Il Museo Della Carale Accattino è una presenza attiva nel campo dell’arte attuale. Alla sua vocazione originale delle collezioni permanenti di opere create nel Museo stesso, durante il 2005 e il 2006, in sessioni di pittura improvvisata che hanno visto la partecipazione di una cinquantina di artisti provenienti dall'Italia e  dall'estero, si apre e si offre alle arti, non privilegiando una tendenza sulle altre, ma si colloca sull'onda della contemporaneità. E’ un museo di creazione piuttosto che di semplice esibizione: incoraggia la ricerca, stimola le occasioni creative, mira allo sviluppo e alla valorizzazione della creatività e delle potenzialità artistiche. Indirizza la sua attività agli artisti del nostro tempo, senza distinzioni di generi o di generazioni: in un oceano di iniziative dedicate ai giovani, il Museo s'interessa anche di artisti non più giovani, fedeli e coerenti alla loro vocazione. Il Museo Della Carale Accattino costituisce un centro di cultura non solo artistica, ma scientifica, filosofica, poetica. Organizza incontri e convegni sui problemi più scottanti. Serve gli artisti, li collega e li organizza. Detiene una Biblioteca di esoeditoria, cioè dell'editoria minore, delle autoedizioni e delle riviste effimere, aperta al pubblico, che copre il periodo di tempo dagli Anni sessanta a oggi. E’ un museo di arte e socialità contemporanea: un Museo civile, artistico e politico, che crede nell'uomo e in una grande missione dell'uomo, che crede nell'evoluzione e nella sopravvivenza: un Museo che crede nel futuro.
Il Museo della Carale Accattino opera presentando cicli di mostre piuttosto che mostre singolari e sporadiche. Predilige un sistema organico di mostre, che copre un tempo anche lungo, così da offrire un ampio e approfondito panorama di una determinata esperienza artistica. L’organicità delle mostre e la continuità del lavoro sono indispensabili per affrontare adeguatamente le questioni e conseguire gli obiettivi prefissati. Il sistema organico di mostre si accompagna necessariamente a una serie di approfondimenti e di sistemazioni critiche, filosofiche e storiche, con la produzione di pubblicazioni e di cataloghi contenenti i saggi di studio. Il Museo inoltre organizza incontri con gli autori e gli artisti le cui opere vengono esposte. Favorisce la creazione di opere in loco da parte degli artisti partecipanti alle manifestazioni.
Il Museo persegue finalità didattiche curando il corredo didascalico delle opere esposte, anche con lezioni tenute da studiosi e specialisti.
Che cos’è l’arte verbovisuale?
Anzitutto è una forma e un'espressione che appartiene all'arte, benché da alcuni sia considerata una specie di cenerentola, un'arte esigua, un'arte marginale. Tuttavia la sua resistente presenza, la straordinaria diffusione nell'intero mondo, la qualità e l'altezza dei risultati fugano ogni riserva o dubbio. La verbovisualità è un'arte ed è un movimento di grande importanza.
La verbovisualità è verbalità che si fa visione. E' poesia e figura, parola e grafica, scrittura e pittura. La sua origine può farsi risalire molto all'indietro nel tempo, per esempio a certi autori barocchi del '600 e sicuramente anche più lontano, fin dove un segno verbale si è accompagnato ad un segno figurale. Ma, per avvalerci di una formulazione un poco precisa, ecco una definizione di verbovisualità: “Quando in un'opera d'arte intervengono, in qualità di elemento iconico, la frase, la parola, la lettera al di qua e al di là del loro apporto fonico e semantico; quando queste presenze non sono sporadiche o non risultano meri elementi riempitivi, ma si rivelano strutturali, processuali, elementi ricorrenti ai quali si affida l'artista per esprimere l'opera sua, si può ritenere di trovarsi di fronte a un'opera verbovisuale.” Il termine verbovisuale funziona come un contenitore che porta in sé svariati fermenti creativi, alcuni appartenenti al passato recente, come la Poesia visiva; altri perduranti nel tempo, come la Poesia concreta; altri in via di evolvere e consolidarsi, come la Poesia oggettuale.
Il programma della mostra e del seminario è assai ricco e denso di contenuti, con numerose presenze di autori di valore artistico e teorico-intellettuale.



Ruggero Maggi alla Vertigo Arte
Ecce Ovo
Il riscaldamento globale
di Mimma Pasqua

La Galleria Vertigo Arte di Cosenza ha inaugurato sabato 24 gennaio 2009 la mostra-installazone dell’artista Ruggero Maggi. La mostra continuerà fino a Venerdi 20 febbraio. Non aspettatevi di vedere catastrofismi o fine del mondo, perché l’artista non fa appello alla paura, ma all’ironia e alla razionalità, presentando uova, anzi immagini fotografiche di uova al tegamino in nidi sospesi da invisibili fili al soffitto che, a causa del gran caldo, nascono cotte, anzi fritte. Ottiene così di porre l’attenzione sulla gravità del problema con lucida leggerezza. Con l’installazione Ecce Ovo, che contamina lo spazio in tutti i punti, l’artista ottiene l’effetto di completa immersione dello spettatore, che diventa attore dell’azione metaforica. L’aver messo in atto un processo che ridesta la nostra sensorialità assopita attraverso il tatto, l’udito (i gusci d’uovo sparsi sul pavimento sono calpestati dal pubblico producendo un suono-rumore), la vista (con effetto immersione), la razionalizzazione di un evento possibile, significa mettere al centro dell’arte la vita e l’uomo nella sua totalità. E’ quanto fa da anni Ruggero Maggi con notevoli  risultati artistici che lo collocano fra i sensori più sensibili del nostro tempo.
Note Biografiche:
L’opera di Maggi si svolge all’insegna della multimedialità, con particolare riferimento alla poesia visiva, libri d’artista, mail e copy-art, installazioni e performance. Negli anni ’80 ha curato e organizzato mostre legate al movimento giapponese Gutai, alla Zaum Poetry russa, all’avanguardia latino-americana, cinese, cecoslovacca, romena e di altri paesi europei. Fra le principali mostre: Italian Report: mostra d’arte italiana itinerante in Giappone e Corea; Eco Italiana: Mostra d’arte contemporanea italiana itinerante in Germania; La linea infinita (1993 Milano): mostra-installazione dedicata a Piero Manzoni nel trentennale della sua morte. Inoltre: I metanetworker in spirit, Arte Fiera Bologna 1994/95; Mediale in erba MiArt Milano e a Riparte Roma. Dal 1985 ha curato progetti dedicati alla Teoria del Caos. Nel 2007 ha presentato come curatore il progetto dedicato a Pierre Restany Camera 312: promemoria per Pierre alla 52 Biennale di Venezia.

ecce-ovo09