Gennaio 2009 - N° 73

A cura di Antonio Carlo Ponti e Luigi M. Reale
Poeti Umbri del Novecento
Un’antologia storica e critica della poesia del secolo scorso

sandro-penna
Dopo lunga e studiata preparazione, è finalmente uscita in libreria l’antologia storica e critica dei Poeti Umbri del Novecento, curata da Antonio Carlo Ponti e Luigi M. Reale. Pubblicata da EFFE – Fabrizio Fabbri Editore - Perugia, l’antologia rientra nel più vasto progetto sui Classici Umbri della Letteratura dalle Origini al Novecento. Una collezione diretta da Pasquale Tuscano e dallo stesso A. C. Ponti. La raccolta è divisa in due tomi: il primo raccoglie i poeti dal 1900 al 1945, il secondo dal 1946 al 2000. In essi sono riportati apparati biografici, storici e fotografici, che fanno rivivere il clima letterario e sociale nel quale gli autori hanno sviluppato la loro poetica. Si tratta di una ricostruzione attenta e minuziosa di tutta la poesia umbra dello scorso secolo. In essa sono riportate le poesie più significative degli autori presi in esame, analizzate anche nel profilo della metrica e della prosodia, nonché note per spiegare il senso e il significato di alcune parole e la loro strutturazione nell’ambito del paesaggio e del dialetto umbro. Ben 150 gli autori presenti. Dagli inizi del novecento con Cornelia Antolini, Ettore Ricci, Luigi Monti, Furio Piselli,  Giuseppe Castori, Franca Maria Corneli, tanto per citarne alcuni, fino agli autori nel dopoguerra, quali: Francesco Francescaglia, Giovanni Moretti, Federico Berardi, Adele Morleni e così via. Una sezione specifica è stata dedicata agli artisti poeti nella quale compaiono poesie e foto di opere di: Edgardo Abbozzo, Maceo Angeli, Tonino Capaccioni, Ilario Ciaurro, Raffaele Costi, Aurelio De Felice, Gerardo Dottori, Brajo Fuso, Artemio Giovagnoni, Luciano Venanti, Aldo Montesi, Bruno Orfei, Antonio Ranocchia, Piero Raspi, Stelio Maria Taddei.

L’antologia, confezionata con ammirevole cura critica ed editoriale, si presenta come una pubblicazione di notevole interesse per l’ambiente culturale umbro, ma anche per gli appassionati che vogliono conoscere più approfonditamente i classici della poesia umbra del novecento.

Così i curatori hanno introdotto il loro lavoro:

Non avevamo, prima d’ora, un volume che ci desse la dimensione complessiva della poesia in Umbria nel Novecento; disponevamo soltanto di antologie episodiche, legate comunque a momenti salienti dell’esperienza letteraria novecentesca, che sembrava però vissuta dagli autori in maniera troppo periferica e talvolta addirittura solipsistica. Ricomponendo la trama dell’intero secolo ormai concluso, scopriamo invece un ricco e inatteso universo di relazioni poetiche, che rappresenta un aspetto non trascurabile del Novecento italiano, da Capitini a Penna, da Fratini a Rippo, per citare soltanto quattro fra i nomi più noti. Senza cedere a tentazioni regionalistiche, che sminuirebbero il valore stesso della selezione, la nostra antologia si propone come invito alla lettura e insieme un bilancio rigoroso; non intende certo costituire un canone, ma un migliore inquadramento e forse potrà servire da buon viatico anche per i nuovi autori. Una prospettiva quest’ultima, che sinceramente auspichiamo. D’altronde, la nostra non vuole essere un’antologia militante, ma uno strumento di riflessione. Abbiamo pertanto deciso di non includere autori viventi, fatta eccezione per coloro che siano nati entro il 1928. Crediamo così di evitare inopportune polemiche e tensioni, che certo non convengono al giudizio letterario, specialmente nell’ambito di una collezione editoriale che ambisce a presentare dei classici.

Brevi cenni biografici sui curatori:
Antonio Carlo Ponti è giornalista pubblicista e critico d’arte. In Umbria ha curato molteplici mostre tra le quali va ricordato il recente ciclo: Terra di Maestri: artisti umbri del novecento (Villa Fidelia – Spello).  E’ accademico della Fondazione Accademia di Belle Arti di Perugia e socio della Deputazione di Storia patria per l’Umbria. Ha curato varie antologie tra e quali: Materiali per un bilancio della cultura umbra contemporanea, Poeti dell’Umbria (1975), Almanacco umbro letterario e artistico (1981), Umbria di Parola (1999). Come poeta ha pubblicato: Al Punto Zero (1971), Status symbol (1972), L’ira onesta (1976), La metà del nulla (1978), Idillio e catastrofe (1986), I merli di Albornoz (1995). Nel 2005 nel volume Indizi terrestri e celesti ha raccolto le Poesie 1955-2005.
Luigi M. Reale è ordinario di lettere nella Scuola Secondaria. Ha curato edizioni di autori umbri dal Trecento al Novecento. Pubblica articoli e recensioni di argomento letterario in riviste specializzate, collabora alla Nuova Informazione Bibliografica e alle pagine culturali de Il Manifesto.

defelice-autoritratto
Aurelio De Felice "Autoritratto con pipa" (1948)


Al Palazzo Comunale di Spello
AKKA2O

Si è inaugurata il 7 dicembre 2008, e resterà aperta fino al 11 gennaio 2009, la mostra Akka2O: patrimonio dell’umanità, allestita nelle sale di arte contemporanea del Palazzo Comunale di Spello.
Le mostre a tema sono ormai una costante nel panorama espositivo italiano. Esse tendono a sollecitare interessi e coscienze su argomenti culturali, questioni sociali e umanitarie, o, come in questo caso, su problematiche ambientali e dello sfruttamento delle risorse della nostra Terra. E l’acqua rappresenta senza dubbio uno dei fondamentali dilemmi che dovrà affrontare l’uomo nel prossimo futuro.
Come spesso accade, in queste mostre, le opere presentate non sempre sono aderenti alla specificità proposta. E’ solo un pretesto, una scusa. Ma l’arte non risolve i problemi. Li solleva. La sua valenza sta nel suscitare dibattiti e discussioni, ampliando la risonanza degli eventi. Sono luci che si accendono.
Diciotto sono gli artisti presentati che spaziano dalla pittura alla fotografia, l’installazione e la scultura:

Karon Bamonte (U.S.A.) ha presentato una specie di spirale costruita con formelle di rame. E’ il movimento, il gorgo, il vortice, che richiama l’acqua, e, forse, l’antico primordiale recipiente per il suo uso.
Andrea Calisti (Italia) affoga componenti elettronici in una patina gelatinosa che dà l’idea di una cresta d’onda di mare, sulla quale s’appiglia e galleggia lo strano marchingegno. 
Pippo Cosenza (Italia) offre una visione di Venezia invasa dall’acqua alta. E’ una testimonianza dipinta del rapporto da sempre ripetuto della città lagunare con la marea.
Silvano D’Orsi (Italia) schematizza con bande di colori spezzettate fondi marini, evidenziando i vari strati delle profondità abissali.
Jennifer Gay Holmer (Inghilterra) usa un circuito di tubi di ferro per doccia da bagno come cornice, per incastonare una cascata di colori.
Elvio Maccheroni (Italia) riscoprendo ricordi infantili, imprime sulla tela intonacata figurine di bimbi che giocano a tuffarsi dalla rupe nella pozza di un fiume o di un laghetto. I colori delle bombolette spray creano graffiti di cielo e di tuono.
Graziano Marini (Italia) suddivide la tela a quadretti entro i quali il colore vive nella profondità stessa del pigmento.
Martin Stubenrauch (Germania) presenta un oggetto/scultura concettuale, nel quale l’acqua di fiumi umbri si sposa con il legno di ulivo. Un omaggio alla nostra terra umbra.
Klavdij Tutta (Slovenia) Gioca con gli stereotipi delle figure da fumetti, inquinandoli con la pubblicità dei consumi.
Stefano Bottini (Italia) fotografa le cose riflesse nelle polle. L’acqua genera distorsioni nelle immagini dandogli un aspetto immaginifico.
Carla Caroli (Italia) Fotografa il mondo dalla finestra solcata dalle gocce della pioggia. O, quanto meno, è ciò che intende suggerire. Interno ed esterno mutuati dall’occhio e dall’acqua piovana che scorre sui vetri.
Andrea De Carvalho (Brasile) mette in evidenza che il corpo umano è composto dall’81% di acqua. Tutto il resto è plastica e ceramica e fili di refe e cuoio.
Elfrida Gubbini (Italia) vola a volo radente a dipingere lagune e paludi, facendone risaltare i fili d’erba, gli arbusti, i sassi. I colori variano a secondo le stagioni.
Julian Janowski (Polonia) ha realizzato un’installazione nella quale sacchi di terriccio per coltivare fiori e cemento sono accatastati. Senza l’acqua sono inerti. Dipende dall’uomo saperli usare con discernimento per non distruggere il pianeta.
Mauro Manini (Italia) fa emergere da un fondo buio e notturno un oggetto indefinibile e vago. Improvviso come se l’apparizione fosse fissata in un momento.
Paolo Massei (Italia) ha presentato una geometria di segmenti in foglia d’oro, che s’intrecciano in una specie di danza razionale su un fondo monocromo di mare calmo.
Gabi Troester (Austria) passa dal rosso mattone al giallo oro attraversandone le varie differenti tonalità con elementi che si rifanno all’immaginario di piume, di pinne di pesci, ali di farfalla.
Rolando Zucchini (Italia) ha presentato uno strapaesaggio dove i guizzi multicolori affiorano pulsanti e variegati da una materia di fondo tenue ed impalpabile: labili reperti di un astrattismo senza più confini.