Ottobre 2008 - N° 70

Al Museo della Carale Accattino di Ivrea
Paolo Dolzan
abituarsi all'idea


Si inaugura Sabato 11 ottobre, con un intervento critico di presentazione di Mauro Zanchi, a Ivrea presso il Museo della Carale Accattino la mostra Abituarsi all’idea di Paolo Dolzan, con contributi di Heidi Lichtenberger e Fulvio de Pellegrin.
Le opere esposte costituiscono una personale interpretazione, che si estende a una generale e profonda meditazione sulla morte e sulla sua rappresentazione della Danza Macabra, affresco del 1485, recentemente restaurato, presente con il Trionfo della Morte sulla facciata est dell’oratorio dei Disciplini di Clusone in Val Seriana (BG).
Abituarsi all’idea della morte è impresa ardua, quasi impossibile per chiunque, e Paolo Dolzan ne offre una visione lucida e disincantata. La sua Danza macabra per dirla con le immagini incisive e poetiche del curatore Mauro Zanchi è “un’esplosione – devastante e ironica al contempo – della tragedia umana….Abituarsi all’idea  è una disciplina della coscienza, un’anestesia iniettata giorno dopo giorno, una prassi da memento mori, uno stillicidio della consapevolezza”.
Questa impresa impossibile, rendere familiare alla mente il pensiero della morte e ricordare la comune uguaglianza di fronte ad essa, si traduce in un gran numero di tele e monotipi neoespressionisti. Lo stesso Dolzan nel catalogo afferma: “Superano il mezzo centinaio le opere riversate in questo progetto, ma ancora mi sembra di non aver detto niente. Il lavoro mi è colato tra le mani come una macchia di olio nero, difficile da contenere, che si allarga e imbratta chiunque la tocchi”.
Fulvio de Pellegrin e Heidi Lichtenberger hanno accettato di compiere con Paolo Dolzan, ognuno col proprio passo, un pezzo di strada.
Con il ciclo intitolato Homines Fulvio de Pellegrin si presenta nella sua interezza di fotografo con opere  in perfetto equilibrio tra la fedeltà del documento (fotografie scattate nelle catacombe del Convento dei Cappuccini di Palermo) e l’interpretazione creativa.  L’uso del bianco e nero acuisce nello spettatore la sensazione di trovarsi davanti a immagini più spettrali del vero. L’immagine sfocata e mossa porta con sé l’idea dello “scatto rubato”, di una testimonianza svelata.
Heidi Lichtenberger affronta con lucida oggettività fattori trasversali  al tema della morte quali lo scorrere del tempo e la malattia. Si serve, per fare questo, di oggetti e documenti raccolti nei suoi straordinari viaggi tra le cianfrusaglie del mondo, riordinati con un linguaggio personale che spazia dalle installazioni alle videoproiezioni.

Paolo Dolzan



Il museo della Carale Accattino, caldamente voluto da Adriano Accattino e gestito dall’associazione Viva l’Arte, costituisce un décor non meno suggestivo per questa mostra, nel rispetto della tradizione culturale di Ivrea, fortemente radicata nella vocazione  innovatrice di Adriano Olivetti, in una sorta di osmosi tra un sito espositivo di recentissima concezione e il circostante paesaggio collinare.

 

 


 

 

Come eravamo. Anni ‘70.
Linguaggi e protagonisti dell’Arte in Lombardia



Si inaugura il 13 Ottobre, presso la Torre Viscontea di Lecco la mostra che ha per titolo: Come eravamo. Linguaggi e Protagonisti dell’arte in Lombardia negli anni ’70. Gli anni ‘70 segnano una  forte transizione epocale, conclusione del grande rinnovamento del ‘900 e scatto propulsivo a generare il nuovo.
Ripercorrere quel periodo significa collegare pagine di storia e voci odierne, individuando tracciati di percorso e linee di evoluzione.
Maestri storici, personalità di alto profilo, da un lato ultimi cultori di consolidata tradizione e d’altro canto innovatori nella ricerca e nell’espressione linguistica, conducono alla comprensione dello sviluppo e della consequenzialità dei linguaggi dell’arte in Lombardia. Con questa mostra si propone una riflessione, a distanza di trenta anni, per la rilettura del tessuto artistico di questo territorio, ritrovando radici di continuità e valorizzando contenuti e protagonisti di grande rilievo, ora in parte eclissati dalle mode e dalle tendenze di mercato. Si delineano gli esiti delle questioni culturali formulate nel secolo, affiorano affinità e antitesi, emergono tendenze e singole personalità, si intrecciano e si contrappongono tensioni di dibattito acuto tra conservazione dei valori, rinnovamento e linguaggi di rottura. Memoria storica e responsabilità critica affrontano il passato per avvicinare il panorama dell’attualità e interpretarne i motivi di sviluppo.

La mostra realizzata da Ad Acta è a cura di Claudio Rizzi con testo introduttivo di Stefano Crespi, e accoglie opere significative di cinquanta artisti: Valerio Adami, Enrico Baj, Giacomo Benevelli, Floriano Bodini, Agostino Bonalumi, Pompeo Borra, Remo Brindisi, Domenico Cantatore, Carmelo Cappello, Bruno Cassinari, Enrico Castellani, Giancarlo Cazzaniga, Alfredo Chighine, Cristoforo De Amicis, Raffaele De Grada, Filippo De Pisis, Francesco De Rocchi, Angelo Del Bon, Gianni Dova, Gianfranco Ferroni, Salvatore Fiume, Lucio Fontana, Franco Francese, Edoardo Fraquelli, Giovanfrancesco Gonzaga, Renato Guttuso, Umberto Lilloni, Trento Longaretti, Giacomo Manzù, Marino Marini, Piero Marussig, Giuseppe Migneco, Luciano Minguzzi, Ennio Morlotti, Giancarlo Ossola, Giovanni Paganin, Guido Pajetta, Giò Pomodoro, Mario Radice, Mauro Reggiani, Attilio Rossi, Mimmo Rotella, Giancarlo Sangregorio, Aligi Sassu, Emilio Scanavino, Paolo Schiavocampo, Adriano Spilimbergo, Emilio Tadini, Arturo Tosi, Mario Tozzi

 

 


 

 

Tornare @Itacaaa


Sabato 13 settembre s’inaugura la nuova stagione artistica) di Vertigo, il Centro d’arte contemporanea a Cosenza, con la mostra collettiva itinerante Tornare @ Itaca, curata dal critico d’arte Mimma Pasqua con la collaborazione del poeta e vice presidente di Vertigo Franco Gordano. 29 gli artisti presenti: Salvatore Anelli, Patricia Bueno, Luciano Castellano, Luce Delhove, Mavi Ferrando, Franco Flaccavento, Rebecca Forster, Cesare Galluzzo, Alfredo Granata, Helene Gritsch, Anna Lambardi, Pino Lia, Giorgio Longo, Ruggero Maggi, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Marco Magrini, Tonino Milite, Giuseppe (Pino) Miniaci, Daniela Miotto, Giglio Pasotti, Salvatore Pepe, Lucio Perna, Lucia Pescador, Tarcisio Pingitore, Antonio Pugliese, Alfredo Pizzo Greco, Mirella Saluzzo, Vincenzo Trapasso. Gli artisti invitati da ogni parte d’Italia si soffermano sul tema del Viaggio come ritorno. La mostra che durerà fino al 25 settembre approda da Milano dove nei mesi di maggio e giugno scorsi è stata ospitata alla Biblioteca Comunale Cassina Anna e alla Libreria Archivi del ‘900. La mostra fa parte di un più ampio progetto che prevede anche serate di letteratura e di poesia.