Diciannove installazioni permanenti
I tesori di La Spina
Intersezioni d’arte in un piccolo borgo
Si è inaugurata il 1 agosto la rassegna di arte contemporanea nel piccolo borgo di La Spina nel comune di Campello sul Clitunno, con la presenza di 19 artisti, che hanno realizzato in situ 19 installazioni che entrano in dialogo con le pietre delle case, le vie, il paesaggio montano di questo solitario paese posto in nido di falco, a 800 m.s.l.m., lungo la strada che collega l’Umbria alle Marche. Luogo di passaggio e di sosta, di conforto e meditazione per pellegrini e viandanti che per varie ragioni, da secoli, percorrono la strada che si snoda tra verdi boschi di elci, di carpini, di querce, pinete. La mostra è stata organizzata dalla Associazione CONTEMPORANEA diretta da Loredana Bucchi, con la collaborazione della Pro Loco e del suo presidente Santino Fortunati, e con l’entusiasmo degli abitanti dell’antico borgo.
Il testo di presentazione è stato affidato al critico d’arte Stefano Bottini, il quale, a chiusura del bel catalogo stampato per l’occasione, così scrive: La Spina è un luogo di passaggio. Nel passato è stato il posto in cui il viaggiatore stanco si poteva rifocillare, prima di continuare il percorso d’attraversamento del monte. A testimonianza di ciò un affresco nella chiesa raffigurante San Giacomo, il protettore di viandanti e pellegrini… Le opere d’arte moderna che rimarranno perennemente qui installate, sono esse stesse testimonianza di un passaggio. Sono sintesi della profonda esperienza accumulata ed elaborata dal pellegrino artista, poste proprio in questo luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Sono in grado di portare linfa e nuovo vita, un messaggio lasciato scolpito in modo indelebile ai posteri per conservare la memoria di un mondo diverso dal rurale, da quello antico di cui, gli affreschi medievali nella chiesa, sono testimonianza.
Viaggiare è cercare dentro di sé con l’aiuto dell’esperienza e del modo di vivere di altri, di sconosciuti, di popoli lontani con tradizioni diverse da quelle usuali.
Queste nuove opere sono specchio dei tempi che cambiano, del mondo che non si ferma, dell’artista giunto in questo luogo ascetico e sperduto a dar testimonianza dello stato delle cose, così nell’arte come nell’Universo. Così come per la conoscenza dell’inglese, l’esperanto moderno, anche l’arte più della lingua consente di comunicare, d’abbattere barriere, d’avere quell’universalità che giustifica la sua presenza in un luogo così sperduto. Una visione del mondo altra, che permea le antiche mura, quasi a farle ringiovanire e trasmettere un messaggio di speranza e di continuità.
Critica minimalista delle 19 installazioni (di Stefano Bottini):
1) Carlo Alari: Un gioco che l’ombra cambia continuamente.
2) Eugenio Bastioni: Strumento grezzo per puntare alla verità.
3) Eliana Frontini: Metafora dell’eterno gioco della vita.
4) Hinse Rolf: Come un Dada defunzionalizza gli oggetti per farne compostone altra.
5) Jennifer Holmes: Cornice ideale per un mondo reale.
6) Elvio Maccheroni: Protesta anticapitalista.
7) Cristina Marchionni: Volti da un posto sperduto all’altro.
8) Paolo Massei: Collegamento gestazione con materiale affine.
9) Barbara Novelli: Il concetto prima di tutto.
10) Luana Pascali: Il ricordo di una forma idrodinamica.
11) Sabina Picchiami: Se dal muro nasce un fior … è un segno di speranza.
12) Sultana Maria Ramazzotti: Quando il figurativo si fonde con l’informale.
13) Daniele Rogani: Sintesi laica del cielo.
14) Maria Teresa Romitelli: A metà strada tra informale,alchimia e l’origine suprematista dell’astratto.
15) Virginia Ryan: Panneggio rinascimentale.
16) Standfort $ Gosti : La definizione oggettiva dell’ospitalità.
17) Martin Stubernrauch: Come fosse metafora dell’origine della vita e di un mondo.
18) Clarice Zdaski: Un simbolo forte che richiama l’ordinamento supremo.
19) Rolando Zucchini: Minimalismo epico: la stretta sintesi dell’Universo.

La Spina Campello sul Clitunno (PG) Italy